
progettisti
Cristian Loi (Ufficio Tecnico Comune)
CONSULENZA SCIENTIFICA
DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA UNIVERSITÀ DI CAGLIARI
Enrico Alfonso Corti (responsabile scientifico)
Luca Tuveri, Olindo Merone, Nicoletta Sale (gruppo di lavoro)
Giulia Mascia, Sabrina Puddu, Mauro Soddu, Chiara Vacca, Francesco Zuddas (collaboratori)
committente
Comune di Villaputzu
localizzazione
Villaputzu, Porto Corallo (Cagliari)
dati dimensionali
sistemazioni esterne: 3350 mq
cronologia
2006: progetto preliminare
L’intervento si inserisce all’interno di un disegno strategico che ha per obiettivo la progressiva integrazione del centro urbano di Villaputzu con l’area portuale di Porto Corallo e vuole perciò costruire un nuovo spazio urbano in un luogo in cui già si svolge una parte importante della vita sociale della comunità , sia per le attività produttive, soprattutto relative alla pesca, che per le manifestazioni legate alla festa popolare della Madonna del Mare. Uno spazio, in cui si incrociano quotidianamente la popolazione locale con quella turistica, che il progetto ri-definisce favorendo le occasioni di incontro, scambio e relazione.
L’intervento intende trasformare l’area su cui insiste la Torre di Porto Corallo e il sottostante porto in un sistema di luoghi reciproci. Pertanto il progetto si articola in un intervento di riqualificazione e valorizzazione dell’ambito della Torre, in uno di riqualificazione ambientale dei margini dell’area portuale e nella sistemazione del percorso pedonale che li mette in relazione.
La realizzazione di un parterre, pavimentato in legno e calcestruzzo arricchito con inerti derivanti dalla frantumazione di pietra calcarea locale, valorizza e facilita la fruizione della Torre. La possibilità di ottenere una superficie orizzontale è affidata alla costruzione di un muro di sostegno in calcestruzzo, omogeneo con la pavimentazione, che enfatizza il suo ruolo monumentale, di presidio dell’area portuale. L’allestimento di questo spazio è completato da materiali, pali in acciaio per il sostegno di ombracoli in tela e sedute in legno, che si riferiscono, anche evocativamente, al paesaggio del porto e delle barche in rada e lo trasformano da semplice area di accesso al monumento in un nuovo luogo urbano.
Un percorso conduce alla scarpata che definisce il fronte meridionale dell’area portuale. Nella sua prima parte esso è definito da un trattamento superficiale in terra stabilizzata, che ne regolarizza lo sviluppo, ma al contempo ne mantiene il suo carattere campestre. La sua intersezione con la strada provinciale è individuata da una piccola piattaforma di sosta, in legno, affacciata sul canale. A partire da questo punto la sua pavimentazione è definita da doghe in legno che meglio sembrano inserirlo all’interno del paesaggio portuale. Lungo tutto il percorso sono inseriti elementi di illuminazione che ne permettono la fruizione anche notturna.
All’interno dell’area portuale l’intervento si traduce in una sistemazione a verde che si propone come inclusione nell’ambito del porto dei caratteri propri del paesaggio del delta del Flumendosa. Una massa arborea svolge protegge il percorso di arrivo dalla Torre rispetto al traffico veicolare di accesso al porto, mentre il resto della superficie è coperto da un tappeto vegetale. Al suo interno è inserito un sistema di sedute lineari in legno, sostenute da una struttura in calcestruzzo armato nascosta dalla nuova sistemazione del suolo. Essa definisce uno spazio aperto e flessibile, capace di prestarsi (e di mostrarsi) sia come luogo di accoglienza per i turisti in arrivo che come platea, arena all’aperto per spettacoli, eventi e rappresentazioni. La pavimentazione in asfalto adiacente la nuova scarpata è ravvivata da segni e colori verniciati sulla superficie, che aiutano a rendere lo spazio accogliente e distinto da quello infrastrutturale del porto.
L’intervento intende trasformare l’area su cui insiste la Torre di Porto Corallo e il sottostante porto in un sistema di luoghi reciproci. Pertanto il progetto si articola in un intervento di riqualificazione e valorizzazione dell’ambito della Torre, in uno di riqualificazione ambientale dei margini dell’area portuale e nella sistemazione del percorso pedonale che li mette in relazione.
La realizzazione di un parterre, pavimentato in legno e calcestruzzo arricchito con inerti derivanti dalla frantumazione di pietra calcarea locale, valorizza e facilita la fruizione della Torre. La possibilità di ottenere una superficie orizzontale è affidata alla costruzione di un muro di sostegno in calcestruzzo, omogeneo con la pavimentazione, che enfatizza il suo ruolo monumentale, di presidio dell’area portuale. L’allestimento di questo spazio è completato da materiali, pali in acciaio per il sostegno di ombracoli in tela e sedute in legno, che si riferiscono, anche evocativamente, al paesaggio del porto e delle barche in rada e lo trasformano da semplice area di accesso al monumento in un nuovo luogo urbano.
Un percorso conduce alla scarpata che definisce il fronte meridionale dell’area portuale. Nella sua prima parte esso è definito da un trattamento superficiale in terra stabilizzata, che ne regolarizza lo sviluppo, ma al contempo ne mantiene il suo carattere campestre. La sua intersezione con la strada provinciale è individuata da una piccola piattaforma di sosta, in legno, affacciata sul canale. A partire da questo punto la sua pavimentazione è definita da doghe in legno che meglio sembrano inserirlo all’interno del paesaggio portuale. Lungo tutto il percorso sono inseriti elementi di illuminazione che ne permettono la fruizione anche notturna.
All’interno dell’area portuale l’intervento si traduce in una sistemazione a verde che si propone come inclusione nell’ambito del porto dei caratteri propri del paesaggio del delta del Flumendosa. Una massa arborea svolge protegge il percorso di arrivo dalla Torre rispetto al traffico veicolare di accesso al porto, mentre il resto della superficie è coperto da un tappeto vegetale. Al suo interno è inserito un sistema di sedute lineari in legno, sostenute da una struttura in calcestruzzo armato nascosta dalla nuova sistemazione del suolo. Essa definisce uno spazio aperto e flessibile, capace di prestarsi (e di mostrarsi) sia come luogo di accoglienza per i turisti in arrivo che come platea, arena all’aperto per spettacoli, eventi e rappresentazioni. La pavimentazione in asfalto adiacente la nuova scarpata è ravvivata da segni e colori verniciati sulla superficie, che aiutano a rendere lo spazio accogliente e distinto da quello infrastrutturale del porto.