Ex Mattatoio | Serrenti (VS), 2009

 

PROGETTAZIONE E DIREZIONE LAVORI

Alessio Bellu, Gianluca Zini, Giuseppe Pala

Collaboratori

Ignazio Garau, Maria Demuru, Valeria Saiu, Massimo Mulas, Roberta Liggi, Nicola de Notarpietro, Massimilano Piras, Giuseppe Desogus

Committente

Comune di Serrenti

Localizzazione

Serrenti

Importo Lavori

715.000 Euro

Cronologia

2008: progettazione definitiva
2009: progettazione esecutiva
2010: termine lavori

 

PREMESSA
L’immobile, soggetto a tutela ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, è stato realizzato nel 1932 con funzione di mattatoio comunale. L’edificio, localizzato all’epoca della sua realizzazione ai limiti dell’abitato, oggi risulta in una interessante posizione quasi a fungere da porta del costruito storico in quanto adiacente alla via privilegiata di accesso al paese dalla S.S. 131, ma allo tesso tempo inglobata all’interno del centro abitato ed ai margini del centro storico.
L’ex mattatoio è composto da tre corpi di fabbrica accostati di circa 170 mq e da un loggiato posteriore che si sviluppano su un lotto di quasi 1000 mq. Le caratteristiche costruttive sono tipiche dell’architettura tradizionale (murature in pietra locale, strutture lignee di copertura). La complessiva lettura architettonica è comunque strettamente legata ai canoni estetici del periodo storico che coniugano il razionalismo funzionale, proprio della destinazione d’uso specifica, e alcuni aspetti decorativi derivanti dall’eclettismo dei primi del 900.
Attualmente l’edificio è parzialmente utilizzato come deposito comunale, ma a seguito di alcuni interventi incongrui rischia di perdere definitivamente l’aspetto e le caratteristiche che ne fanno un esempio di architettura di indubbio interesse.

GLI INTERVENTI REALIZZATI
L'intervento, preceduto da una prima fase di conoscenza della fabbrica che ha consentito di operare in modo corretto su ciascun componente edilizio, ha previsto l’integrale recupero dei tre volumi principali del fabbricato e il ripristino delle caratteristiche originarie dei prospetti esterni.
Il loggiato posteriore, in parte oggetto di pesanti interventi di sostituzione e integrazione, è stato recuperato nelle sue parti originarie e andrà a costituire i necessari spazi per le attività previste.
Inoltre, si è realizzato un nuovo corpo di fabbrica che eredita, e allo stesso tempo reinterpreta, le medesime regole architettoniche del loggiato esistente, perfezionandone la compagine materiale, concettuale e funzionale, il tutto nell’intento di non compromettere il rapporto tra lo spazio costruito e lo spazio aperto e di favorire il più possibile l’interazione tra il vecchio e il nuovo. Il nuovo volume e tutte le integrazioni, per la loro stessa natura di corpi aggiunti, sono di nuova concezione e realizzati secondo tecniche costruttive contemporanee che privilegiano i criteri di sostenibilità ambientale, di risparmio energetico e della qualità della fruizione. I due grandi loggiati così realizzati sono resi omogenei e fruibili attraverso l’inserimento un infisso vetrato che consente di racchiudere all’interno i laboratori.
Il corpo accessorio originale è stato interamente recuperato nelle sue caratteristiche architettoniche (restauro dei pilastri in mattoni, delle murature perimetrali in pietra e ripristino delle coperture) mentre alcune superfetazioni recenti, realizzate in blocchetti di calcestruzzo, sono state demolite.
Il lavoro ha consentito di recuperare gli spazi per l'allestimento di un centro pilota per la valorizzazione e la promozione delle produzioni locali che conterrà al suo interno le seguenti funzioni:
  • un punto informazioni turistiche;
  • un’ampia sala per l’esposizione dei prodotti enogastronomici e dell’artigianato  locale;
  • uno spazio, ricavato in corrispondenza dell’attuale loggiato, in cui si collocano i laboratori funzionali alla sperimentazione e allo sviluppo delle attività artigianali della tradizione locale anche a livello territoriale (in particolare nell’area dei paesi della terra cruda).