PROGETTISTI
Gianluca Zini, Alessio Bellu, Massimo Mulas, Luca Tuveri, Angelo Loggia, Salvantonio Grosso, Daniele Secci
COLLABORATORI
Roberto Caula, Alessandra Sulis, Matteo Piccolo
ENTE PROMOTORE
Comune di Villamar
LOCALIZZAZIONE
Villamar (VS)
ESITO
Primo premio
CRONOLOGIA
2010: concorso di progettazione
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Il consolidamento di una coscienza comune, insieme al probabile interesse sovracomunale suscitato dall’apparizione integrale del sito funerario, e quindi all’inizio di quel processo di sviluppo economico e sociale legato al fl usso turistico, potrebbe suscitare “dal basso” l’esigenza di un vero processo di riqualificazione urbana che interessi la piazza d’accesso alla necropoli, sino a rendere credibile la realizzazione di uno spazio espositivo multimediale capace di raccontare alle nuove generazioni il culto dei morti nelle diverse civiltà antiche
Il cuore della strategia è stato individuato dall’inserimento, nel sedime lasciato libero dalla demolizione del vecchio edificio municipale, di un nuovo blocco urbano destinato ad ospitare il Centro di documentazione delle necropoli. La sua realizzazione permetterà in primo luogo di attivare quelle relazioni, oggi solo potenziali, tra lo spazio pubblico della piazza e lo spazio più riservato dell’area archeologica, ma anche tra la piazza e l’area di pertinenza della sala consiliare. Risulterà inoltre potenziata la forza attrattiva del sito archeologico, rendendo l’insieme un punto di riferimento regionale per lo studio e la conoscenza del culto dei morti nelle n verse epoche storiche, capace di distinguere e caratterizzare il centro di Villamar nel panorama culturale della regione.
Il riconoscimento della vocazione urbana del sito ha condizionato la riflessione approfondita sul tema funzionale definito dal concorso, la tutela e la valorizzazione della necropoli punica, e quindi sul ruolo che le testimonianze storiche possono ricoprire all’interno del tessuto urbano e sociale, in termini di partecipazione alla vita quotidiana della comunità .
L’approccio adottato rispetto al tema della musealizzazione rivela una concezione aperta e innovativa, capace di superare l’impostazione classica che tende a proteggere e vestigia in recinti chiusi, distanti dai fl ussi e dalle dinamiche urbane, spesso naccessibili agli strati sociali meno attrezzati culturalmente.
L’intenzione di sovrapporre un uso urbano dell’area, attraverso la realizzazione di un passaggio che può quotidianamente essere utilizzato dagli abitanti, con quello più specificamente dedicato alla sua fruizione turistica e culturale intende allargare, pur continuando a garantire la salvaguardia del bene archeologico, la base dei visitatori e promuovere contemporaneamente presso la comunità locale la diffusione di una consapevolezza collettiva della lunga stratificazione del fenomeno insediativo, dei suoi valori storici e culturali e di innescare il processo di appropriazione pubblica di un frammento fondamentale dell’identità e delle radici di un luogo e di una comunità . Di considerare in altre parole l’archeologia una parte, non solo del passato, ma anche del vissuto quotidiano della collettività e l’area archeologica un tassello del sistema di luoghi pubblici del paese.